Pensieri, appunti e proposte di politica e altro

Post di Manuele Bertoli

LE PERLE DI VERITÀ DI QUADRI

­ 23 aprile 2018

Perché Lorenzo Quadri debba riempire ogni domenica il suo giornale di frottole è una cosa che mi sfugge, visto che è persona intelligente e quindi certamente capace di trovare argomenti veri per sostenere quel che dice. I docenti a larga maggioranza non condividono la riforma “La scuola che verrà”, dice Lorenzo Quadri, idem i direttori degli istituti scolastici, idem i genitori. Ma io ho per le mani tre prese di posizione di qualche tempo fa che dicono il contrario, una del collegio dei direttori, una della conferenza dei genitori e una del forum delle associazioni magistrali. Qualcuno deve averlo male informato, perché sono sicuro che non si abbasserebbe a inventare fandonie solo per sostenere la sua tesi. Per Quadri la partitocrazia (PS, PPD, PLR,…

BORSE DI STUDIO: PASSI AVANTI

­ 13 aprile 2018

Era giunto il momento di mettere in atto un cambiamento del sistema delle borse di studio per migliorare la situazione per gli studenti, reso possibile dalla situazione attuale, e abbiamo fatto dei passi avanti.   Le novità sono tre.   1) Il Governo ha deciso di ridurre da 1/3 a 1/10 la parte di borsa di studio automaticamente convertita in prestito per i richiedenti che frequentano un master a partire dall’anno scolastico 2018/2019.    2) I parametri per l’ottenimento di un prestito di studio sono stati allargati, in modo da permettere un uso accresciuto di questo strumento da parte degli studenti e delle loro famiglie.   3) Per la valutazione della capacità finanziaria da considerare per il calcolo degli aiuti si continuerà a far riferimento alla situazione risalente a tre anni…

UNA RISPOSTA DOVEROSA

­ 9 aprile 2018

Ci è stato chiesto di dare una risposta a un’intervista di Franco Zambelloni a proposito del referendum contro La sperimentazione del progetto La scuola che verrà. Lo facciamo volentieri soffermandoci su alcuni punti, non senza rimanere di stucco di fronte ai vistosi errori inerenti ai fatti che ritroviamo nelle premesse dell’intervistato. Non tocca a noi commentare le opinioni, ognuno esprime liberamente le proprie, ma sui fatti veri o falsi non si può transigere. Contrariamente a quanto sostiene Zambelloni, La scuola che verrà non tratta in alcun modo della questione delle sanzioni legate all’impegno scolastico, non si occupa di note (sufficienze o insufficienze), non si occupa di bocciature e ripetizioni di classe. Manifestamente egli non ha seguito il progetto, perché questo si occupa di forme…

La scuola di tutti

­ 22 marzo 2018

Ha fatto bene Diego Erba, ex capo della Divisione della scuola, a ricordare oggi sulla Regione la figura di Franco Lepori, scomparso 20 anni or sono e ricordato come padre della scuola media ticinese. Una scuola delle pari opportunità di partenza, non dell’omologazione, come ha ricordato Erba, una scuola di tutti e per tutti. A inizio mese ho partecipato a una mattinata di ricordo della figura di Lepori organizzata dalla Società demopedeutica e ho incontrato molte persone che hanno lavorato con lui. Io sono di un’altra generazione, ma ho potuto rileggere diversi documenti utili a capire come il confronto attorno alla scuola dell’obbligo sia sostanzialmente sempre lo stesso e si riduca a due visioni diverse, da un lato la scuola di tutti, dall’altro la…

Le non ragioni di un referendum

­ 18 marzo 2018

Usare lo strumento del referendum popolare è legittimo e democratico, ma bisogna spiegarne il perché. Per questo, curioso, ho sbirciato tra le carte dei referendisti contro il credito per la sperimentazione del progetto La scuola che verrà per scoprire: – che il titolo del referendum è “No allo smantellamento della scuola pubblica”; – che si parla di “sperimentazione senza criteri, obiettivi misurabili e con un risultato già predefinito”; – che “L’86% dei docenti non si è espresso sulla riforma”; – che La scuola che verrà sarebbe “una riforma che spinge le competenze degli allievi al ribasso”; – che invece ci vorrebbe “una riforma urgente della scuola dell’obbligo, ma assolutamente non in questo modo”. Ci vuole una mente ben contorta per sostenere che investire 34.5…

Discutiamo di scuola ma non così

­ 11 marzo 2018

“Racconta una bugia e continua a ripeterla, qualcosa rimarrà comunque nella testa della gente”. E’ un vecchio sistema per contrastare i progetti e le riforme che non si vogliono, al quale non è sfuggito nemmeno Piero Marchesi in un suo recente commento sulla Scuola che verrà, che da lunedì sarà discussa in Gran Consiglio. Il presidente UDC in poche righe ha messo in riga almeno 6 fakenews (complimenti per la sintesi) che non possono essere lasciate passare senza reagire: mancato coinvolgimento, progetto funzionale alle prossime elezioni cantonali, scelta à la carte delle materie da parte degli allievi, obiettivo della parità di arrivo e non di partenza, più competenze sociali e meno competenze “istruttive”, più potere centralista al Dipartimento. Caro Marchesi, le cose non stanno…

Le borse di studio e il ceto medio

­ 12 febbraio 2018

Alcuni movimenti giovanili si stanno organizzando per chiedere uno sforzo maggiore nel settore delle borse di studio, a partire dalla constatazione secondo cui la situazione finanziaria del Cantone è migliorata, per cui lo spazio per borse più generose ci sarebbe. Il ragionamento ha una sua fondatezza, considerato che anche in questo ambito in passato sono stati chiesti alcuni sacrifici, segnatamente permettendo al Consiglio di Stato di decidere se trasformare o meno 1/3 della borsa di studio per gli studenti di master in prestito. Dal 2015, su mia insistenza, il Ticino ha un’apposita legge inerente a queste prestazioni, che precedentemente erano decise in maniera quasi unilaterale dal Consiglio di Stato. I margini per migliorarla ci sono ed il mio Dipartimento sta studiando le misure possibili, di…

Chi vuole distruggere la Svizzera?

­ 4 gennaio 2018

È piuttosto sorprendente osservare come alcune cerchie che si definiscono particolarmente vicine ai valori del nostro Paese abbiano deciso di attaccare frontalmente il modello di coesione e di multilinguismo che esso rappresenta. Lo hanno fatto iniziando la cosiddetta “guerra delle lingue” oltralpe, con l’intenzione di cancellare l’insegnamento del francese dalle scuole a favore dell’inglese, una “guerra” che stanno perdendo, e ora lo stanno facendo con l’iniziativa No Billag, che punta né più né meno a far scomparire la Ssr e le sue filiali regionali, Rsi compresa, dal panorama dei media elvetici. Quasi che la Svizzera festeggiata il 1° agosto con falò e bandiere o con il recupero di alcuni sport ancestrali possa poi essere dimenticata gli altri giorni dell’anno, costringendo gli svizzeri a parlarsi…