Pensieri, appunti e proposte di politica e altro

Post di Manuele Bertoli

Discutiamo di scuola ma non così

­ 11 marzo 2018

“Racconta una bugia e continua a ripeterla, qualcosa rimarrà comunque nella testa della gente”. E’ un vecchio sistema per contrastare i progetti e le riforme che non si vogliono, al quale non è sfuggito nemmeno Piero Marchesi in un suo recente commento sulla Scuola che verrà, che da lunedì sarà discussa in Gran Consiglio. Il presidente UDC in poche righe ha messo in riga almeno 6 fakenews (complimenti per la sintesi) che non possono essere lasciate passare senza reagire: mancato coinvolgimento, progetto funzionale alle prossime elezioni cantonali, scelta à la carte delle materie da parte degli allievi, obiettivo della parità di arrivo e non di partenza, più competenze sociali e meno competenze “istruttive”, più potere centralista al Dipartimento. Caro Marchesi, le cose non stanno…

Le borse di studio e il ceto medio

­ 12 febbraio 2018

Alcuni movimenti giovanili si stanno organizzando per chiedere uno sforzo maggiore nel settore delle borse di studio, a partire dalla constatazione secondo cui la situazione finanziaria del Cantone è migliorata, per cui lo spazio per borse più generose ci sarebbe. Il ragionamento ha una sua fondatezza, considerato che anche in questo ambito in passato sono stati chiesti alcuni sacrifici, segnatamente permettendo al Consiglio di Stato di decidere se trasformare o meno 1/3 della borsa di studio per gli studenti di master in prestito. Dal 2015, su mia insistenza, il Ticino ha un’apposita legge inerente a queste prestazioni, che precedentemente erano decise in maniera quasi unilaterale dal Consiglio di Stato. I margini per migliorarla ci sono ed il mio Dipartimento sta studiando le misure possibili, di…

Chi vuole distruggere la Svizzera?

­ 4 gennaio 2018

È piuttosto sorprendente osservare come alcune cerchie che si definiscono particolarmente vicine ai valori del nostro Paese abbiano deciso di attaccare frontalmente il modello di coesione e di multilinguismo che esso rappresenta. Lo hanno fatto iniziando la cosiddetta “guerra delle lingue” oltralpe, con l’intenzione di cancellare l’insegnamento del francese dalle scuole a favore dell’inglese, una “guerra” che stanno perdendo, e ora lo stanno facendo con l’iniziativa No Billag, che punta né più né meno a far scomparire la Ssr e le sue filiali regionali, Rsi compresa, dal panorama dei media elvetici. Quasi che la Svizzera festeggiata il 1° agosto con falò e bandiere o con il recupero di alcuni sport ancestrali possa poi essere dimenticata gli altri giorni dell’anno, costringendo gli svizzeri a parlarsi…

Un sano confronto democratico

­ 15 dicembre 2017

Domenica la Conferenza cantonale del Partito socialista sarà chiamata a decidere se aderire al comitato promotore del Referendum sulla Riforma fiscale e sociale o se lasciare ai suoi membri libertà di referendum e di voto. All’interno del Partito vi sono diverse visioni sulla direzione da intraprendere in questa circostanza, che sarà un momento di dibattito e non una singolar tenzone. Questa divergenza di vedute non è affatto sorprendente, considerata la naturale sensibilità di tutta la sinistra alle tematiche poste sui due piatti della bilancia della riforma proposta e ritenuto che, comunque la si veda, ci si trova di fronte a un dilemma. Da una parte degli sgravi fiscali, che nessuno a sinistra auspica, me compreso. Dall’altra parte delle misure sociali che tutti vorremmo. Ciò che…

Salario minimo, ma non così

­ 8 novembre 2017

Il progetto di legge sul salario minimo fissa in una forchetta tra 18.75 franchi e 19.25 franchi all’ora i salari minimi in Ticino. Il calcolo fatto per arrivare a queste cifre considera quanto una persona sola potrebbe aver diritto in base ai vari sistemi di prestazioni sociali in vigore, segnatamente quello retto dalla Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali e quello retto dalla Legge federale sulle prestazioni complementari AVS/AI. Dal mio punto di vista questo calcolo è errato, perché si tiene conto del fabbisogno del solo lavoratore e non della sua famiglia. Se è chiaro che il salario remunera una prestazione lavorativa indipendentemente dal carico familiare del lavoratore, è altrettanto chiaro che il sistema sociale conta le bocche da sfamare ed eroga importi diversi a…

Iniziativa 99%

­ 13 ottobre 2017

In Svizzera l’1% più ricco della popolazione possiede oltre il 40% del capitale complessivo. Ogni anno, grazie ai loro ingenti patrimoni, queste persone beneficiano di importanti redditi da capitale nella forma di dividendi, affitti e interessi, che possono poi reinvestire e far fruttare ulteriormente, accumulando così via via sempre maggiore ricchezza, senza necessariamente dover lavorare come tutti noi. Per rispondere a questa distorsione del sistema i Giovani socialisti hanno lanciato l’iniziativa detta “99%”, dallo spirito chiaro e condivisibile, che vuole giustamente attirare l’attenzione della popolazione sulla grande iniquità vigente in tema di distribuzione della ricchezza. L’iniziativa 99% chiede di ridistribuire in maniera più equa il benessere costruito da tutta la società, prelevando di più da chi guadagna centinaia di migliaia di franchi all’anno senza…

Ma allora proprio non si vuol capire

­ 3 ottobre 2017

Il deputato Pamini ha sfornato una proposta quantomeno bizzarra sul salario minimo: un salario minimo solo per i residenti. Questo dimostra come alcuni non capiscano (o facciano finta non capire) alcuni elementi fondamentali del problema riguardante la situazione del mercato del lavoro. Il popolo ha accettato l’idea del salario minimo per un motivo semplice. Senza questa misura possono venir proposti posti di lavoro a condizioni salariali troppo basse e dunque di fatto inaccettabili per un lavoratore residente in Ticino, ma al contempo sufficienti e dunque accettabili (o persino vantaggiose) per un lavoratore frontaliere che può beneficiare di un costo della vita marcatamente più basso rispetto al nostro. Con l’introduzione di un salario minimo tarato sul Ticino e uguale per tutti, invece, un datore di…

Il dibattito non è un fastidio, ma un esercizio di democrazia

­ 15 settembre 2017

«Questa pesante opposizione di una sorta di establishment scolastico mi lascia perplesso e mi infastidisce. Sembra quasi proibito proporre un metodo d’insegnamento diverso. E forse una parte dell’opposizione va ricondotta proprio alla difficoltà nell’insegnare la civica. Anche per questa ragione ritengo necessari degli specifici corsi per i docenti». Queste le parole di Fulvio Pelli a proposito del clima che si sta creando attorno alla votazione popolare del 24 settembre su civica e educazione alla cittadinanza. Siccome ancora una volta si parla degli insegnanti e di tutte le figure professionali che ruotano attorno alla scuola, mi corre l’obbligo di precisare che la modifica di legge su cui voteranno i cittadini non propone, per fortuna, alcuna modifica metodologica inerente all’insegnamento della civica, metodologia dell’insegnamento comunemente chiamata…