Pensieri, appunti e proposte di politica e altro

Post della categoria “Articoli e interventi

Tre proposte di azione per la scuola ticinese

­ 12 aprile 2011

Queste tre proposte, pubblicate all’inizio della campagna elettorale, assumono oggi un significato particolare: da formulazioni ipotetiche sono diventate un primo elemento della mia azione di governo. Ma sono solo un punto di partenza dal quale iniziare -assieme- un lungo cammino. Anche qui, con i vostri commenti e il vostro apporto di idee e di esperienze. Pubblica, forte, innovativa, questa è la scuola che i ticinesi si aspettano. Per raggiungere l’obiettivo essa deve saper coniugare equità ed eccellenza, deve sapere rinnovarsi tenendo conto dell’evoluzione della società, deve saper puntare sulla professionalità dei docenti. 1. Riformare la scuola nell’era della società dell’informazione Perché? La scuola ticinese può certamente essere definita una scuola di qualità, in media internazionale, e certamente ha molti meriti dal profilo dell’equità. Tuttavia,…

Non torniamo indietro!

­ 28 marzo 2011

apparso su “LaRegione Ticino” del 28 marzo 2011 Alle elezioni cantonali del 2007 il Ticino aveva deciso per una svolta politica importante, concretizzatasi con l’uscita di scena di Marina Masoni. Il Consiglio di Stato del quadriennio che si sta concludendo ha così potuto lavorare in un clima diverso da quello precedente, ha risanato i conti senza particolari drammi, ha saputo dire di NO all’assalto alla diligenza degli sgravi leghisti, ha prodotto qualche riforma di peso, anche se si poteva fare di più, pur confrontato con la crisi partita nel 2008 i cui morsi si sentono ancora. Alle cantonali del 2007 l’elettorato aveva deciso anche di resuscitare la Lega, che nel 2003 era caduta sotto il 12% per il Gran Consiglio perdendo quasi un terzo…

Ospedali: va in scena lo scontro ideologico

­ 7 marzo 2011

In risposta all’editoriale del Corriere del Ticino del 4 marzo 2011, apparso sul giornale il 7 marzo 2011 In un editoriale pubblicato sul Corriere del Ticino di venerdì 4 marzo, il vicedirettore Fabio Pontiggia, dopo aver affermato che il confronto sui limiti quantitativi nella pianificazione ospedaliera avverrebbe ad opera dei politici sopra le teste dei cittadini disorientati e sconcertati, scende anch’egli in campo per contribuire a questo dibattito, ma con argomenti che aumentano la confusione invece di ridurla. Non credo affatto che discutere in pubblico di gestione oculata dei costi sanitari sia disdicevole, penso anzi che sia vero il contrario, cioè che sia disdicevole farlo nelle segrete stanze, come magari qualcuno si illude ancora di poter fare. L’importante è però che il confronto avvenga…

Denaro pubblico e ospedali

­ 28 febbraio 2011

Dal 2012 entreranno in vigore due novità importanti per il settore ospedaliero. Innanzitutto il parametro usato oggi nelle pianificazioni ospedaliere cantonali per le cure acute, il numero massimo di letti d’ospedale autorizzati, e quindi le conseguenti giornate di cura massime annue, sarà modificato a favore del parametro del numero massimo di prestazioni sanitarie annue. Per capirci, l’ospedale X non avrà quindi più a disposizione 100 letti autorizzati a carico della cassa malati, ovvero 3650 giornate di cura massime all’anno, ma l’equivalente espresso in un numero di prestazioni massime (xxx appendiciti,  xxx operazioni ortopediche,  xxx interventi di medicina interna ecc.). La seconda novità prevede che anche le cliniche private saranno finanziate in parte dal Cantone (55%), come finora lo sono stati gli ospedali pubblici dell’EOC.…

Il nodo ospedaliero

­ 16 febbraio 2011

La Commissione della gestione e la Commissione sanitaria del Gran Consiglio stanno affrontando il messaggio sul nuovo finanziamento degli ospedali, che dal 2012 coinvolgerà anche le cliniche private a seguito di una modifica della LAMal del 2008. In base a questa novità legislativa i Cantoni dal prossimo anno dovranno pagare almeno il 55% dei costi ospedalieri, non solo di quelli pubblici, come ora, ma anche di quelli privati. E siccome il Ticino è l’unico Cantone con una quota di ospedali privati elevata, circa il 40%, è proprio nel nostro Cantone che questa questione risulta particolarmente spinosa. La nuova spesa del Cantone a favore delle cliniche private, finora non sussidiate, ammonterà infatti a circa 85 milioni di franchi all’anno. Il Consiglio di Stato ha preparato…

La politica della casa che non c’è

­ 9 febbraio 2011

apparso su LaRegione Ticino del 11.2.2011 La maggioranza della popolazione residente in Ticino è inquilina e il costo degli affitti è una voce di spesa pesante per molte economie domestiche. Chi deve cambiare casa oggi trova sul mercato alloggi a prezzi molto elevati e per avere una reale scelta per un bene primario come l’abitazione è costretto a pagare molto, pur in un periodo di tassi ipotecari bassissimi. Negli anni ’60 e ’70 la Confederazione adottò dei programmi per la costruzione di nuovi alloggi a prezzi accessibili, le famose case sussidiate, che permisero di rispondere ad una domanda di alloggi in affitto in crescita. Anche in Ticino si costruirono alcune migliaia di queste abitazioni grazie ai soldi di Berna e ad un piano dell’alloggio…

Armi: le mille scuse di chi non vuole entrare in materia

­ 6 febbraio 2011

Ticinonews – OSPITI L’iniziativa sulle armi militari in arsenale ha dato avvio ad una campagna dei contrari che ha debordato in mille direzioni con l’obiettivo di non affrontare la richiesta alla radice. Si è parlato di iniziativa come primo passo verso l’abolizione dell’esercito, quando essa su questo punto non chiede nulla, si è detto che togliere le armi ai militi e lasciarle ai criminali ci avrebbe disarmato, come se i militi fossero in giro con lo schioppo militare a fare le ronde (speriamo non capiti mai), si è detto che l’arma militare in arsenale avrebbe penalizzato cacciatori e tiratori, che dall’iniziativa non sono toccati, si è detto che gli studi scientifici non provano che meno armi inutili in giro creano meno morti per suicidio,…

Per dare dignità al lavoro

­ 30 gennaio 2011

apparso sul CdT – 31.1.2011 Finalmente la questione del salario minimo legale sarà al centro del dibattito grazie all’iniziativa popolare appena la nciata dalle forze politiche e sindacali di sinistra. Lo dico con la convinzione di chi da molto tempo è a favore di questo provvedimento per almeno tre ragioni principali. Innanzitutto perché il salario, come l’introito da lavoro indipendente, è per la stragrande maggioranza della popolazione la fonte irrinunciabile di reddito che determina lo standard di vita proprio e della propria famiglia. Un elemento essenziale dal quale dipendono la qualità dell’abitazione, della cura per i propri figli, del benessere di ognuno di noi, in una parola sola la dignità dei cittadini. Chi è costretto a lavorare molto senza guadagnare abbastanza deve accontentarsi di case…