Pensieri, appunti e proposte di politica e altro

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Una soluzione civile si impone

­ 27 aprile 2007

In Ticino oltre 8´500 persone, il 3% dei residenti, una popolazione molto spesso colpita da attestati di carenza beni e da situazioni personali insostenibili, precarie o mal gestite, sono senza copertura sanitaria. Le prestazioni della loro cassa malattia sono sospese fino al pagamento integrale di premi e partecipazioni arretrati, interessi di mora e spese esecutive. È l’effetto del nuovo famigerato art. 64a LAMal, introdotto dalle Camere federali dal 1° gennaio 2006. Da quasi un anno e mezzo chi non paga in tempo la cassa malattia non è più coperto dall’assicurazione finché non ha saldato gli arretrati. Cosa succede a chi, per motivi diversi, si trova in questa situazione ed ha un’urgenza sanitaria? Verosimilmente sarà sempre dirottato sul pronto soccorso pubblico. L’ospedale presterà le sue…

Sulle spalle dei giovani

­ 23 marzo 2007

Nel 2005 il PS lanciò un’iniziativa popolare per creare un fondo cantonale a favore degli apprendisti, finanziato da tutte le aziende, anche quelle che non formano nessuno, con il quale alleggerire i costi per la formazione delle imprese formatrici. Nel 2007 la Commissione scolastica del Gran Consiglio respinse l’iniziativa e partorì un controprogetto talmente mal concepito che persino il Consigliere di Stato Gendotti ne ebbe orrore. Chiese agli iniziati visti di poter ridiscutere la questione e nel 2008 si giunse ad un accordo PS/DECS che, se approvato, porterà al ritiro dell’iniziativa e all’entrata in vigore di una soluzione accettabile. L’accordo di compromesso, finito di nuovo davanti alla Commissione scolastica, non è piaciuto al PPD, che pur di voler mettere le proprie mani su questo…

Lo Stato cattivo da mungere

­ 13 marzo 2007

Rispondendo ad un mio precedente articolo, il collega Rinaldo Gobbi ha difeso il 12 marzo su questo giornale la Camera di commercio, suo datore di lavoro, per la sua opposizione all’iniziativa popolare “per un fondo per la formazione e il perfezionamento professionale”. Piuttosto che creare un fondo, finanziato in parte dallo Stato e in parte dalle aziende che non formano, meglio introdurre sgravi fiscali per le aziende che formano apprendisti. Questa è la tesi di Gobbi, e presumo delle associazioni padronali su questo tema. E così, in barba a tutti i proclami antistatalisti, la tesi che viene da destra è sostanzialmente quella di scaricare sullo Stato, quindi sui contribuenti, tutti i costi della formazione dei giovani, senza che le aziende che non formano nessuno,…

Parole tante, ma fatti?

­ 8 marzo 2007

La Commissione scolastica del Gran Consiglio ha respinto l’iniziativa popolare “per un fondo per la formazione e il perfezionamento professionale” opponendole un controprogetto vuoto. La discussione parlamentare si terrà nella seconda metà di marzo e, qualora la maggioranza del Gran Consiglio confermasse questa scelta, su questo tema si andrà a votare. Come spesso accade, dopo le tante parole di tutti i politici di tutti gli schieramenti a favore della formazione dei giovani, anche come antidoto alla precarizzazione e alla disoccupazione, quando si tratta di agire concretamente, di intervenire davvero, la musica cambia. L’iniziativa, di cui sono primo proponente, chiede a tutte le aziende di contribuire alla formazione dei giovani. Oggi solo un quinto di esse lo fanno, assumendo e preparando apprendisti, mentre la grande…

Senza vergogna

­ 23 febbraio 2007

Pubblicato sulla Regione, febbraio 2007 L’attuale art. 117 della Costituzione federale, costituito da due capoversi, recita: “1. La Confederazione emana prescrizioni sull’assicurazione contro le malattie e gli infortuni. 2. Può dichiararne obbligatoria l’affiliazione, in generale o per singoli gruppi della popolazione”. Sulla base di questo mandato le Camere federali vararono nel 1994 la LAMal, che rese obbligatoria l’assicurazione malattia per tutti gli svizzeri (i ticinesi conoscevano già l’assicurazione obbligatoria per legge cantonale), che introdusse la pianificazione e che istituì il sistema dei premi uguali per tutti e dei sussidi ai premi per una bella fetta della popolazione. L’iniziativa popolare su cui voteremo il prossimo 11 marzo chiede di aggiungere a questo articolo un terzo capoverso del tenore seguente: “La Confederazione istituisce una cassa unica…

La leadership politica

­ 23 febbraio 2007

Pubblicato su Area, febbraio 2007 Al catartico Congresso liberale del 27 gennaio scorso Giovanni Merlini ha ripreso un concetto caro al PLRT, quello della leadership politica cantonale. “Se vogliamo continuare a rivendicarla dobbiamo trovare la forza di reagire ai problemi posti dalla questione morale” ha tuonato il presidente del partito di maggioranza relativa. Qualche giorno dopo, il 1° febbraio, Fabio Bacchetta Cattori ha annunciato urbi et orbi, quasi fosse il terzo segreto di Fatima, il terzo messaggio elettorale del PPD: “Siamo pronti ad assumere la leadership politica di questo Cantone”. Che significato dare a queste parole? Il PLRT, partito di maggioranza relativa, il cosiddetto “partitone”, può ancora parlare di leadership politica del Cantone con un consenso elettorale attorno al 30% e dopo 12 anni…

Cassa malati pubblica: perché federale e non cantonale?

­ 3 febbraio 2007

Pubblicato sulla Regione, febbraio 2007 Il Gran Consiglio si è pronunciato sull’iniziativa popolare della Lega dei ticinesi sulla cassa malati pubblica cantonale, mentre il popolo sarà chiamato l’11 marzo a votare sul progetto di cassa malati unica federale con premi proporzionali al reddito. Perché il primo progetto, caduto già solo per ragioni giuridiche, non risolve nulla mentre il secondo è da sostenere? L’istituzione di una cassa malati cantonale non avrebbe permesso di fare passi avanti nella soluzione del problema dei costi sanitari, perché qualora essa fosse stata istituita sarebbe divenuta una tra le tante casse ammesse dall’attuale sistema LAMal. In concorrenza con le altre 87 casse, avrebbe dovuto, per ragioni economiche, funzionare più o meno allo stesso modo, senza poter scegliere i suoi clienti,…

Non scherziamo con le valli

­ 18 gennaio 2007

Il Gran Consiglio ha detto NO al nuovo credito ponte per le società di Frapolli che gestiscono Bosco Gurin e Carì, con un’operazione politicamente dolorosa, ma necessaria per chiudere definitivamente la stagione dei soldi pubblici facili incassati da chi, con la scusa del sostegno alle valli, ha dimostrato scarsissima capacità imprenditoriale e, in definitiva, giocato con i sentimenti di queste ultime. Fino alla fine il PPD ha tentato di confondere il sostegno alle valli con il sostegno alle società di Frapolli, come se l’uno non potesse esistere senza l’altro, ma il Parlamento a questo gioco ha detto un chiaro NO. Le valli, già a corto di risorse a causa di una legge fiscale ingiusta, che premia i centri e penalizza le periferie, meritano un…