Pubblicato sul Corriere del Ticino, marzo 2009 L’allentamento del segreto bancario, icona elvetica consegnata da 75 anni ad una banale norma penale, mette in luce un vecchio equivoco tutto rossocrociato che si può riassumere in una domanda: le banche svizzere hanno successo perché lavorano bene o perché la Svizzera è il luogo ideale per sottrarre denaro al fisco di Paesi esteri? Insomma, i nostri banchieri sono più competenti nella gestione del denaro altrui o più complici di un’attività eticamente non particolarmente benemerita? L’equivoco si produce poiché il mondo bancario da un lato punta molto sulla propria professionalità, sul “know how”, sostenendo quindi con forza la figura del banchiere competente, ma nel contempo difende con i denti il principale “strumento di lavoro” del banchiere complice,…