Pensieri, appunti e proposte di politica e altro

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Che fare contro la disoccupazione?

­ 18 dicembre 2010

Pubblicato sul Corriere del Ticino, dicembre 2010 Secondo l’interessante sondaggio d’opinioni pubblicato su questo giornale sabato scorso la disoccupazione è la prima preoccupazione dei ticinesi. Un dato che ovviamente non stupisce e che chiama la politica ad esprimersi su quello che concretamente si potrebbe fare per combatterla. Pur nella brevità concessa da un articolo di giornale, per esprimere il mio pensiero su questo spinoso tema vorrei partire da due premesse fondamentali. La prima riguarda il rapporto tra posti di lavoro e lavoratori residenti: in Ticino ci sono circa 200000 posti di lavoro a tempo pieno o parziale, di cui 47000 occupati da frontalieri, e 12000 residenti in cerca d’impiego, di cui 8000 disoccupati. Questo indica che, anche se tutti i cercatori di impiego trovassero…

Quel che ci aspetta da aprile

­ 12 dicembre 2010

Pubblicato sulla Regione, dicembre 2011 In vista della prossima campagna elettorale uno dei quesiti da porsi è quello a sapere quale sarà il tema politico che ci occuperà maggiormente nella prossima legislatura. Un recente documento governativo, il III aggiornamento delle Linee direttive e del Piano finanziario 2008-2011, ci dice in maniera piuttosto convincente che sarà la questione finanziaria a tenere banco nei prossimi anni, visto che le previsioni indicano dal 2012 in poi dei deficit paurosi, di oltre 300 milioni annui, pari a circa il 10% delle spese del Cantone. La politica non deve ridursi a calcoli contabili, ma questi numeri non possono essere presi alla leggera, soprattutto se si considera che, sempre per i prossimi anni, non si prevedono grandi schiarite sul fronte…

Nuova Legge stipendi: ideologica, costosa e controproducente

­ 13 novembre 2010

Pubblicato sul Corriere del Ticino, novembre 2010 Il prossimo 28 novembre andremo a votare sulla riforma delle due leggi che in Ticino regolano i rapporti tra il Cantone e il suo personale, ovvero la Legge sull’ordinamento degli impiegati e dei docenti (LORD) e la Legge sugli stipendi (Lstip), anche se il tema che ha provocato il referendum è insito nella sola nuova Lstip. Mi corre infatti l’obbligo di ricordare a tutti che in giugno la maggioranza parlamentare ha malauguratamente rifiutato di separare le due leggi in due decreti, come chiesto dalla minoranza, in modo da circoscrivere il dibattito sul solo punto contestato, ovvero il cosiddetto salario “al merito”, per l’appunto contenuto nella sola nuova Lstip. Dico questo perché ancora di recente (CdT del 5…

Nuova legge stipendi: ideologica, costosa e controproducente

­ 7 novembre 2010

Pubblicato sul Corriere del Ticino, novembre 2010. Il prossimo 28 novembre andremo a votare sulla riforma delle due leggi che in Ticino regolano i rapporti tra il Cantone e il suo personale, ovvero la Legge sull’ordinamento degli impiegati e dei docenti (LORD) e la Legge sugli stipendi (Lstip), anche se il tema che ha provocato il referendum è insito nella sola nuova Lstip. Mi corre infatti l’obbligo di ricordare a tutti che in giugno la maggioranza parlamentare ha malauguratamente rifiutato di separare le due leggi in due decreti, come chiesto dalla minoranza, in modo da circoscrivere il dibattito sul solo punto contestato, ovvero il cosiddetto salario “al merito”, per l’appunto contenuto nella sola nuova Lstip. Dico questo perché ancora di recente (CdT del 5…

Contro il gioco al massacro: sì all’iniziativa imposte eque

­ 26 ottobre 2010

Iniziamo a dire che gli unici che hanno dei vantaggi da tale concorrenza sono le persone molto abbienti, le uniche che hanno la concreta possibilità di cambiare Cantone, mentre l’immensa maggioranza dei cittadini di fatto non lo può fare. Per quasi tutti, infatti, la concorrenza fiscale tra i Cantoni è un’opportunità del tutto inesistente, che però si traduce in tagli di prestazioni e servizi se, in base ad un concetto servile dello Stato, i Cantoni si mettono in competizione gli uni con gli altri per strapparsi i contribuenti molto facoltosi, riducendo così le risorse pubbliche necessarie per le politiche fondamentali (scuola, sanità, socialità, mobilità, sicurezza ecc.). L’iniziativa popolare “per imposte eque”, su cui andremo a votare il 28 novembre, affronta di petto questo problema…

Il paese dei balocchi

­ 17 ottobre 2010

Pubblicato sul Corriere del Ticino, ottobre 2010 Una delle cose che purtroppo la politica nostrana sta importando da oltre confine è la cosiddetta “politica degli annunci”, tanto cara al Governo del Belpaese: proclami roboanti seguiti dal nulla più totale. Un bel esempio di questo modo di fare l’abbiamo avuto negli scorsi giorni, dopo l’incontro di mercoledì 6 ottobre tra Laura Sadis e gli esponenti dei partiti rappresentati in Parlamento. Il presidente della Lega Giuliano Bignasca se n’è uscito bel bello a dire che dal 2011, tra meno di tre mesi, ci sarà uno sgravio fiscale di 60 milioni, un aiuto supplementare per i sussidi ai premi di cassa malati di 25 milioni e l’amnistia fiscale. Ha anche spiegato, prima ai vari media e poi…

Costi sanitari: cassa unica necessaria

­ 10 ottobre 2010

Pubblicato sulla Regione, ottobre 2010 Puntuale come l’influenza di stagione, anche quest’anno è giunto l’annuncio dell’aumento dei premi di cassa malattia per il prossimo anno. La situazione diventa sempre più insostenibile, la politica nazionale non riesce a trovare accordi su riforme di un certo rilievo, lo scaricabarile tra Dipartimento federale degli interni, Cantoni, casse malati, fornitori di prestazioni continua ed i pazienti assicurati rimangono a guardare. Uno dei nodi della politica della salute svizzera è quello della mancanza di un attore forte che possa dirigere con sufficiente peso il sistema sanitario nazionale e controllarne i costi, ammesso che oggi si possa dire che la Svizzera disponga davvero di un sistema sanitario, sparpagliato in 26 Cantoni. Sui costi, il primo attore, la Confederazione e per…

NO, perché nessuno è al riparo dalla disoccupazione

­ 15 settembre 2010

Il prossimo 26 settembre andremo a votare su un’importante riduzione delle prestazioni nell’assicurazione contro la disoccupazione e se la dovesse spuntare il SÌ i tagli saranno dolorosi. Le indennità giornaliere saranno ridotte da 400 a 260 per i disoccupati che avranno pagato contributi per 12 mesi, rimarranno 400 solo per chi potrà comprovare contributi per almeno 18 mesi. I disoccupati sopra i 55 anni avranno diritto a 520 indennità solo se avranno pagato i contributi per 24 mesi, oggi 18. Il diritto alle indennità, che oggi inizia dopo un periodo di attesa di cinque giorni, inizierà per chi non ha persone a carico dopo 10, 15 o 20 giorni, a dipendenza del reddito, con gravi perdite finanziarie per chi avrà perso il lavoro. I…