Pensieri, appunti e proposte di politica e altro

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Giudizi e pregiudizi scolastici

­ 24 novembre 2014

L’articolo pubblicato sulla Regione lo scorso 11 novembre intitolato “Per chi suona la campanella” contiene alcune affermazioni che riguardano la scuola e l’educazione sulle quali vorrei ritornare brevemente. La prima affermazione esprime sostegno alla convinzione dei genitori secondo cui, se il proprio pargolo riuscirà un domani ad avere perlomeno una maturità in tasca, avrà qualche difficoltà in meno ad affacciarsi sul duro mondo del lavoro e la sua giungla. Ne siamo davvero sicuri? La realtà della Svizzera mostra piuttosto una buona riuscita professionale anche per chi, ed è la maggioranza, sceglie una strada diversa dalla cosiddetta via degli studi (maturità e università), ovvero la strada della formazione professionale. Non solo. Dati molto seri ci segnalano come sono proprio alcune competenze professionali a mancare nel…

Ecopop: un’iniziativa estrema da respingere

­ 21 novembre 2014

L’iniziativa Ecopop propone che nella Costituzione venga iscritto il principio secondo cui in Svizzera la popolazione residente permanente non può crescere in seguito a immigrazione di oltre lo 0,2 per cento annuo nell’arco di tre anni. Secondo il testo la Confederazione non potrebbe nemmeno concludere trattati internazionali che contravvengono, impediscono o ostacolano l’attuazione di questo principio. Immaginare che un sostanziale blocco della crescita della popolazione residente risolva dei problemi mi pare piuttosto ingenuo, perché non considera le conseguenze effettive di tale scelta. Andremmo innanzitutto in maniera ancora più marcata verso un invecchiamento demografico, considerato come è solo con il saldo migratorio che questo fenomeno viene in parte ritardato nel nostro Paese. Ciò produrrebbe gravi scompensi di natura economica, per mancanza di manodopera che, non…

Di scuola e di pasta

­ 23 ottobre 2014

Lo scorso 18 ottobre l’economista Paolo Pamini ci ha offerto dalle colonne del Corriere del Ticino il paragone tra un’ipotetica ed inutile ristorazione monopolistica obbligatoria e la nostra scuola pubblica dell’obbligo e ha cercato di trarre da questo ipotetico confronto alcune conclusioni. Mi permetto brevemente di riprendere qui alcuni concetti dell’articolo, sui quali esprimerò il mio totale dissenso, non senza iniziare dalla critica al bislacco esperimento mentale proposto ai lettori, come lo ha chiamato Pamini. Il confronto tra la scuola dell’obbligo e un’ipotetica e non auspicabile ristorazione monopolistica e obbligatoria non regge minimamente, semplicemente perché non c’è nessuna ragione logica per obbligare la popolazione a mangiare al ristorante e perché non esiste alcuna ragione logica per auspicare un menu uguale per tutti. Vi sono…

Basta con questa isteria. Guardiamo al futuro con tranquillità

­ 2 agosto 2014

Allocuzione del primo agosto 2014 a Locarno   Gentile signora Sindaco, egregi municipali Gentili signore ed egregi signori, è per me un grande onore potervi presentare qualche riflessione in occasione della Festa nazionale, occasione per la quale ringrazio di cuore il Municipio della città. Affinché questo piacevole momento di incontro risulti tale, vi prometto di non rubarvi troppo tempo e di concentrare le mie riflessioni su tre elementi: il significato della festa nazionale, lo stato attuale dei valori veicolati da questo rito e le prospettive del nostro Paese nel contesto internazionale. L’ho già ricordato negli scorsi anni in altre occasioni come questa, ma è necessario farlo anche qui, seppur sommariamente e in breve. Il 1° agosto 1291 i rappresentanti dei primi Cantoni elvetici siglarono…

Scarse conoscenze

­ 1 giugno 2014

Il deputato Guerra dalle colonne del Mattino di oggi straparla a proposito di tradizioni cristiane, asserendo che il corso di storia delle religioni, sperimentato per tre anni e attualmente in discussione per una collocazione nella griglia di scuola media, intenderebbe catapultare nelle scuole l’insegnamento delle dottrine dell’islam e dare lo stesso spazio a cristianesimo, ebraismo e islam. A parte il fatto che le tradizioni cristiane imporrebbero di non mentire (ottavo comandamento), cosa che il Guerra fa spudoratamente sostenendo cose manifestamente inveritiere, basta sfogliare il gentil giornaletto su cui scrive per capire quanto poco le tradizioni cristiane contino davvero per chi le sbandiera volentieri. “Ero straniero e mi hai accolto” dicono le scritture, ma non con insulti e cattiverie di ogni genere come fa da…

I nodi al pettine

­ 25 maggio 2014

Nella non facile impresa di educare i miei figli, cerco come molti genitori di insegnar loro il principio della responsabilità per le proprie azioni. Se non studi arrischi di avere problemi a scuola: si può fare, ma se poi succede che la maestra non è contenta non ti devi meravigliare. Se non metti in ordine le cose non le ritrovi: non è obbligatorio essere ordinati, ma se poi le cose non saltano fuori quando ne hai bisogno dovrai perder tempo a cercartele. Questo è sostanzialmente quello che ci obbligherà a fare il nuovo freno ai disavanzi: se vogliamo fare qualcosa di nuovo bisognerà prima trovare la copertura finanziaria, rispettivamente se le risorse per far quello che deve essere fatto non sono sufficienti dovremo ridurre…

Non facciamoci del male

­ 12 maggio 2014

Il Ticino ha due obiettivi nel quadro delle trattative fiscali con l’Italia. Il primo, di ordine economico, riguarda il futuro della nostra piazza finanziaria e dei suoi posti di lavoro qualificati, già sottoposti alla delicata transizione verso lo scambio automatico di informazioni fiscali, che a medio termine porterà più trasparenza e modificherà il profilo del settore finanziario rispetto al passato. Per raggiungerlo la Confederazione ritiene sia opportuno cercare un accordo con l’Italia che punti a mantenere da noi i capitali gestiti dalle banche in un regime di trasparenza fiscale verso i nostri vicini. Un accordo fattibile, perché entrambi i Paesi hanno interessi propri da far valere. Noi continueremmo a fornire servizi bancari, loro avrebbero un ritorno fiscale, ma soprattutto nessuno dei due ne uscirebbe…