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E ora?

­ 9 febbraio 2014

La Svizzera, seppur di pochissimo, ha deciso di riprendersi la totale autonomia in ambito di gestione dell’immigrazione. La decisione di riportare in auge i contingenti di lavoratori esteri e i meccanismi conosciuti in passato è tutta di diritto interno: ci vorrà un po’ di tempo per la legislazione di applicazione, ma se il popolo ha deciso così questo dovrà essere fatto. Anche gli effetti internazionali dell’iniziativa dipenderanno da noi. Le norme transitorie del testo appena accettato dicono che i trattati internazionali che contraddicono alle nuove disposizioni costituzionali devono essere rinegoziati e adeguati entro tre anni, cosa che implica che sia la Svizzera a disdire l’accordo sulla libera circolazione delle persone e l’Unione europea a dover reagire a questa disdetta, non il contrario. Con il…

Il confronto distorto

­ 4 febbraio 2014

Negli anni ’80 e ’90 dello scorso secolo, lavorando per l’Associazione Svizzera Inquilini, mi è capitato, tra le tante persone incontrate in cerca di un aiuto, di ascoltare locatari di diverso ceto sociale in difficoltà con l’affitto o la disdetta esprimere il proprio disagio verso non ben identificati stranieri, i quali avrebbero avuto, a loro giudizio, non ben precisati maggiori sostegni. Era un modo di canalizzare i propri problemi, non prendendosela con chi aveva notificato loro l’aumento di pigione o la disdetta, ma con chi, secondo questo modo di pensare, di fronte a questo stesso evento sarebbe stato trattato meglio perché proveniente da altrove. Naturalmente nei fatti il trattamento riservato agli inquilini era esattamente lo stesso, svizzeri, italiani o congolesi che fossero, gli aiuti…