Lo scorso 18 ottobre l’economista Paolo Pamini ci ha offerto dalle colonne del Corriere del Ticino il paragone tra un’ipotetica ed inutile ristorazione monopolistica obbligatoria e la nostra scuola pubblica dell’obbligo e ha cercato di trarre da questo ipotetico confronto alcune conclusioni. Mi permetto brevemente di riprendere qui alcuni concetti dell’articolo, sui quali esprimerò il mio totale dissenso, non senza iniziare dalla critica al bislacco esperimento mentale proposto ai lettori, come lo ha chiamato Pamini. Il confronto tra la scuola dell’obbligo e un’ipotetica e non auspicabile ristorazione monopolistica e obbligatoria non regge minimamente, semplicemente perché non c’è nessuna ragione logica per obbligare la popolazione a mangiare al ristorante e perché non esiste alcuna ragione logica per auspicare un menu uguale per tutti. Vi sono…