Pensieri, appunti e proposte di politica e altro

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Ciao Giovanni

­ 4 dicembre 2016

“Quando la morte verrà con il suo odore di strame e io mi volgerò a lei come alla luce (…) seppellitemi sotto il ceppo a metà strada fra orto e pollaio dove da undicimila anni le galline frugano nel letame“. (Giovanni Orelli, Concertino per rane) Con la morte di Giovanni Orelli il Canton Ticino perde una figura importante di intellettuale di primo rango, dal forte impegno civile. Un docente che ha saputo dare così tanto alla nostra scuola e a legioni di studenti. Ma soprattutto ha perso un uomo di coraggio, di passione, di dedizione. Una luce forte in un cielo in cui sempre più si addensano nubi oscure e tristi.

Parc Adula, un’occasione da non perdere

­ 19 novembre 2016

Non sono bleniese, benché abbia un legame particolare con la Valle di Blenio iniziato molti anni fa, ma se lo fossi sosterrei il progetto di Parc Adula con convinzione. Perché gli argomenti finora sentiti e letti contro di esso sono poco consistenti e sembrano dettati più dallo scetticismo a priori che da altre ragioni. Il parco nazionale è un marchio importante, che permette di far conoscere un territorio ad una larga fascia di turisti connotandolo al contempo come di gran pregio per la natura e il paesaggio. Porterà qualche risorsa in valle, permetterà di riorientare l’offerta turistica e, comunque la si veda, aggiungerà un riconoscimento positivo a questa magnifica regione. Certo, si può affrontare questa scelta anche con qualche reticenza, perché qualche piccola rinuncia…

Preoccupazione e comunicazione

­ 15 ottobre 2016

Oggi dalle colonne della Regione il deputato Matteo Pronzini lamenta il mio ritardo nel rendere pubblica una posizione sui salari minimi, una posizione che per la verità non credo abbia stupito alcuno. Se ho scelto questo momento per presentare alcuni dati pubblicamente è perché sono stato tirato in ballo su questa questione da Alberto Siccardi, nel contesto di un dibattito tra lui e il presidente socialista Righini. Questo ovviamente non significa che del tema non mi sia preoccupato in precedenza. Per quanto mi riguarda occuparsi delle cose non significa per forza comunicarlo ai quattro venti a getto continuo come fanno in molti, spesso non dicendo nemmeno gran che. Se i minimi salariali attuali non sono soddisfacenti lo si deve certamente a una volontà politica…

Alziamo il livello dei salari minimi

­ 13 ottobre 2016

Alberto Siccardi resiste raramente all’impulso di tirarmi in ballo anche quando c’entro poco e stavolta lo ha fatto citando i salari minimi previsti dai contratti normali di lavoro decisi dal Governo (cfr. Ticinonews dell’altro ieri ). Concordo con lui, se ho compreso bene il suo dire, nel ritenere tali minimi troppo bassi e lo faccio con qualche cifra di confronto. L’economia media ticinese è composta da 2,26 persone (dati Ufficio di statistica) e se una simile famiglia fosse a carico dell’assistenza pubblica avrebbe diritto a prestazioni finanziarie per fr. 3’749.- al mese, con oltre il 55% di quanto guadagnato destinati a pagare affitto e cassa malati. I parametri sono quelli della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale, non quelli della Laps, per la quale…

La tempesta nel bicchiere

­ 30 settembre 2016

Nel quadro di una riunione di partito (Comitato cantonale) tenutasi settimana scorsa, peraltro aperta alla stampa, mi sono permesso di proporre di valutare una controproposta politica all’annunciato rilancio del freno alla spesa che la destra si appresta a mettere sul tavolo politico. Una risposta del tutto legittima a chi intende modificare le regole già restrittive inerenti alla disciplina finanziaria votate solo nel maggio 2014, restringendole ancor di più con un sistema di voto popolare automatico sulle spese. Il partito farà tranquillamente le sue valutazioni e se deciderà di andare nel senso indicato si tratterà di proporre ai cittadini una riforma della Costituzione cantonale, come del resto farà la stessa destra, ma ovviamente in senso e con obiettivi opposti. Siccome l’informazione su questa proposta è…

SI all’economia verde

­ 12 settembre 2016

L’iniziativa popolare sull’economia verde in votazione il prossimo 25 settembre chiede che la Confederazione, i Cantoni e i Comuni adottino misure affinché l’economia impieghi le risorse in modo efficiente e preservi il più possibile l’ambiente. Entro il 2050 secondo l’iniziativa la Svizzera dovrà ridurre il suo consumo di risorse in modo tale che, rapportato alla popolazione mondiale, non superi le capacità della Terra. Alla radio il presidente della Confederazione Schneider Amman ammetteva che se tutti i Paesi consumassero come la Svizzera avremmo bisogno oggi di 3 pianeti, non di uno, ma invitava a votare NO perché l’iniziativa chiederebbe troppo in troppo poco tempo. Ma pretendere che non si consumi più di quel che il pianeta può dare è davvero chiedere troppo? Abbiamo forse risorse…

9 febbraio: un opaco pantano

­ 6 settembre 2016

Venerdì scorso la commissione competente del Consiglio nazionale ha proposto una modalità per dare seguito alla modifica della Costituzione federale votata il 9 febbraio 2014 (iniziativa sulla cosiddetta immigrazione di massa) che mi ha lasciato l’amaro in bocca per due motivi. Da un lato la proposta di fatto non rispetta il testo votato da popolo e cantoni. Chi da destra si lamenta dell’aggiramento del mandato costituzionale ha certamente delle ragioni da far valere, perché effettivamente l’art. 121a dice altro rispetto alla “soluzione” commissionale. Va detto che il problema del mancato rispetto della Costituzione non è purtroppo nuovo. Citerò solo due esempi, ma se ne potrebbero fare molti altri: l’art. 116 sull’assicurazione maternità ci ha messo 65 anni, non 3, dal momento dell’iscrizione del principio…

No insulti, no querele

­ 29 agosto 2016

Da qualche mese querelo sistematicamente gli insulti (non le critiche ovviamente) che mi vengono dispensati via social media. Querelati sono gli autori degli insulti e i responsabili dei siti in questione. È diritto di chiunque farlo, quindi anche mio. Il Mattino di ieri sembra se ne sia stupito, ma è strano, visto che diversi insulti sono apparsi proprio sul sito mattinonline. Le querele mi portano via pochissimo tempo, ma farei volentieri a meno di inoltrarle al Ministero pubblico qualora gli insulti cessassero. Riprendendo un noto slogan pubblicitario “No insulti, no querele”. È tanto semplice. Per quanto concerne le critiche rimango ovviamente sempre aperto al confronto.