Pensieri, appunti e proposte di politica e altro

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Il dibattito non è un fastidio, ma un esercizio di democrazia

­ 15 settembre 2017

«Questa pesante opposizione di una sorta di establishment scolastico mi lascia perplesso e mi infastidisce. Sembra quasi proibito proporre un metodo d’insegnamento diverso. E forse una parte dell’opposizione va ricondotta proprio alla difficoltà nell’insegnare la civica. Anche per questa ragione ritengo necessari degli specifici corsi per i docenti». Queste le parole di Fulvio Pelli a proposito del clima che si sta creando attorno alla votazione popolare del 24 settembre su civica e educazione alla cittadinanza. Siccome ancora una volta si parla degli insegnanti e di tutte le figure professionali che ruotano attorno alla scuola, mi corre l’obbligo di precisare che la modifica di legge su cui voteranno i cittadini non propone, per fortuna, alcuna modifica metodologica inerente all’insegnamento della civica, metodologia dell’insegnamento comunemente chiamata…

Basta con gli attacchi gratuiti ai docenti!

­ 31 agosto 2017

Giorgio Giudici, in seguito a un’opinione pubblicata sul Corriere del Ticino sul tema della civica, il 31.8.2017 al portale Ticinonews.ch ha detto dei docenti: “sono un corpo privilegiato, una casta che si sta opponendo su un tema fondamentale per la maturazione e la formazione dei giovani studenti. Quando io ero ragazzo che andava a scuola non avevamo tutori o assistenti, ma dei docenti che si preoccupavano davvero della nostra crescita. […] Oggi si sta perdendo tutto…” Quale responsabile del Dipartimento dell’educazione mi sento in dovere di intervenire su due punti. Innanzitutto ritengo non solo lecito, ma anche positivo che dei docenti si esprimano pubblicamente – con senso civico – su una questione che li tocca da vicino e su un contesto che conoscono bene,…

Laser puntato sui cacciatori di migranti

­ 3 maggio 2017

Il documentario radiofonico che potete ascoltare a questo link (Laser 1 maggio, Caccia ai migranti) parla di frontiere, di violenza, di inumanità e di fascismo. Soprattutto ci racconta una storia già sentita più e più volte in modi diversi ma sempre uguali, la storia della sopraffazione bestiale dell’uomo sull’uomo senza motivo. Migranti bastonati, cacciati dai cani, lasciati a congelare nell’inverno rigido, senza possibilità di andare né avanti né indietro, una vergogna indicibile. Questa tragedia, non nascosta, conosciuta ormai da tutti, incredibilmente non smuove a sufficienza le coscienze del nostro mondo. Per questo va tematizzata e ritematizzata, affinché l’indignazione cresca, perché è solo attraverso la continua denuncia di quello che è inaccettabile che qualcosa potrà muoversi. L’Europa, grande colpevole assente da questa scena aperta dell’inumanità,…

Riflessioni costruttive

­ 2 maggio 2017

La presa di posizione del Collegio dei direttori della scuola media sul progetto “La scuola che verrà”, al centro di un’edizione recente del Caffè (23.4.2017), è uno dei documenti che il mio Dipartimento sta attualmente valutando. Un contributo che sarà senz’altro utile per lo sviluppo della riforma. È un testo che certamente non fa sconti, anche se si focalizza più sugli elementi da approfondire che su quelli innovativi, ma d’altra parte è questo l’atteggiamento che mi aspetto dai quadri scolastici quando sono chiamati a valutare ipotesi di cambiamento importanti. Sarei francamente rimasto deluso di fronte a giudizi acritici o inutilmente distruttivi, mentre credo che interrogarsi sulla sostenibilità e la ragionevolezza delle proposte con spirito costruttivo, formulando ipotesi per superare quelli che, a torto o a…

Resistenza

­ 27 febbraio 2017

È di ieri la notizia secondo cui l’ordine per la fornitura alla California di elettrotreni della ditta del signor Spühler, industriale e politico UDC, potrebbe essere bloccata dal neoprotezionismo di Trump. Se la comanda (si parla di centinaia di milioni) andasse in fumo, certo il primo a perderci sarà Spühler, ma anche i lavoratori della sua fabbrica non ne saranno sicuramente contenti. Non so quale sia la qualità dei contratti di lavoro vigenti nel settore, ma senza ordini diventa grama per tutti. Questo è il prodotto del protezionismo sui Paesi che vivono di esportazione, o che in gran parte basano l’economia sull’esportazione. E la Svizzera è uno di essi. Lo stesso effetto lo avremmo se uscissimo dal mercato europeo, come sembra volerci portare una prossima…