Secondo il Consiglio federale l’iniziativa «contro le retribuzioni abusive», su cui saremo chiamati a votare il prossimo 3 marzo, comporterebbe un eccesso di regolamentazione e metterebbe in discussione i principi liberali alla base della piazza economica elvetica.

La verità è che proprio l’attuale scarsità di regolamentazione e gli sbandierati principi liberali hanno portato ai macroscopici abusi che tutti conosciamo, con paghe per manager fuori da qualsiasi logica economica e liberale, sostenuti poi anche da paracaduti dorati in caso di partenze determinate spesso proprio da manifeste incapacità rispetto agli obiettivi prefissati.

Se l’economia non sa contenersi è necessario allora che la politica dica la sua. Non solo per una questione etica, ma anche perché quei salari di fatto li paghiamo tutti noi. Il denaro non spunta da terra. Esiste perché esistiamo noi, con le nostre attività e le nostre azioni. E sovente, in un modo o nell’altro, quei costi esagerati ci vengono addebitati anche direttamente.

Io sono fiero di lavorare per un’entità anche economica, il Cantone Ticino, in cui il massimo dirigente non prende più di 12 volte di quanto guadagna quello peggio pagato. E lo Stato è la prima azienda per numero di dipendenti e cifra d’affari di tutto il Cantone. Come vedete si può fare, basta volerlo.

Per questo l’iniziativa Minder, peraltro piuttosto blanda, va nella giusta direzione e merita di essere sostenuta.