C’è un’alternativa al cosiddetto “confronto tra culture” di cui si parla oggi, mentre in molti assistiamo sgomenti alle diverse barbarie perpetrate per sedicenti obiettivi religiosi in Medio Oriente e in Africa? Sì che c’è! Abbiamo urgente necessità di unire le forze di tutti, indipendentemente dal credo religioso o dalla lontananza da qualsiasi fede, attorno ai concetti di libertà, pace e reciproco rispetto. Cristiani, islamici, buddisti, induisti, atei, agnostici devono rimanere assieme per dire forte e chiaro che nessuna religione e nessun credo possono ammettere la violenza nel nome di una fede. E la politica deve lavorare attivamente per questa unione di intenti e per l’integrazione delle persone straniere nella nostra società.

L’alternativa c’è, ma va sostenuta nelle votazioni popolari e alle elezioni.