La presidente dell’HCL si è lamentata oggi della mancata accettazione del progetto pilota di classi di scuola media sportiva/artistica a Lugano. Il progetto è stato approfondito dal DECS sulla base di alcune ipotesi, ma alla fine la decisione è stata purtroppo negativa.

Va detto innanzitutto che sul piano dei principi la creazione di classi speciali, composte unicamente da sportivi e in questo caso praticamente solo da maschi, è contraria agli scopi e alle finalità della scuola dell’obbligo. Ma soprattutto un progetto pilota ha senso se potenzialmente generalizzabile ad altre realtà simili, che in Ticino non mancano. In questo caso liberare gli allievi in alcune fasce orarie durante i giorni della settimana recuperando il mercoledì pomeriggio potrebbe funzionare per gli allievi nel primo biennio delle medie, ma diventa di difficile organizzazione nel secondo biennio (livelli, opzioni, laboratori, gruppi a effettivi ridotti ecc.), che necessitano di un rimescolamento delle classi che in questo caso non sarebbero rimescolabili. Diviene molto difficile per i docenti, che usano il mercoledì pomeriggio per la formazione continua, i gruppi di lavoro sui progetti scolastici ecc. Anche il costo del progetto pilota, valutato in 1 milione di franchi all’anno per 4 anni, non è poca cosa in periodi di vacche magre e praticamente impossibile da finanziare nell’ipotesi di una generalizzazione.

Per queste ragioni qui sommariamente riassunte il preavviso della Divisione della scuola e dei direttori di scuola media è stato negativo, quindi alla fine anche quello del DECS.

Naturalmente per chi vuol vedere solo gli interessi sportivi è facile dire che si poteva fare, che volere è potere ecc., ma non è così. Poi se si vuole polemizzare per forza, senza considerare i punti critici delle proprie idee lo si può sempre fare. Il Ticino è sempre terra fertile per le polemiche a buon mercato.