Da quando dirigo il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, e rispondo pubblicamente alle critiche più o meno fondate sui temi di mia competenza che leggo dai media, osservo che curiosamente spesso le mie risposte danno fastidio. La cosa è bizzarra, poiché mi pare naturale che rispondere faccia parte del mio mandato. Lo è ancor di più se il fastidio verso la risposta si fonda sulla rapidità di reazione, quasi come se rispondere subito sia sintomo di qualche problematicità.
Porre delle questioni pubblicamente è più che legittimo e rispondere mi pare il minimo, almeno per chi è interessato a un vero dibattito. Se poi le mie risposte infastidiscono, basta non leggerle.