Ho letto con interesse il documento del PLRT a proposito della situazione finanziaria del Cantone, ma non ho potuto che saltare sulla sedia quando ho trovato la seguente affermazione: “Il Ticino vive una situazione anomala in quanto scolarità obbligatoria, infatti prevede un anno supplementare di scolarizzazione rispetto al resto del paese, si potrebbe valutare se questa differenza è ancora giustificata, rispettivamente a cosa è dovuta e poi decidere se intervenire in qualche modo”.
Nella realtà il Ticino non prevede alcun anno supplementare di scolarità obbligatoria, 11 sono gli anni dell’obbligo secondo il concordato HarmoS, 11 sono gli anni in Ticino. L’unica differenza con gli altri Cantoni, allora strappata alla CDPE dal mio predecessore Gabriele Gendotti, consiste nella modulazione dei vari ordini scolastici, 2 di scuola dell’infanzia 5 di elementari e 4 di medie in Ticino, 2 di scuola dell’infanzia 6 di elementari e 3 di medie altrove.
I suggerimenti sono sempre benvenuti, ma le argomentazioni nel dibattito politico dovrebbero sempre partire da dati di fatto verificati. Conoscere per deliberare diceva il presidente della Repubblica italiana e liberale Luigi Einaudi, come dargli torto?