In un contributo apparso oggi sul Corriere del Ticino il deputato Lorenzo Quadri si arrampica sui vetri in due occasioni a proposito di raddoppio del Gottardo.

Si meraviglia, e la cosa è direttamente riferita a me, del fatto che chi non ha una posizione isolazionista nei rapporti con l’Europa manifesti il timore che domani l’Unione europea, in caso di raddoppio, possa far pressione per aprire le 4 corsie. Ma come, dico io, questa Europa tanto negativa e tanto inaffidabile per chi la pensa come Quadri ora diventa improvvisamente degna di fiducia se dice che questo non accadrà?

Io ho grande rispetto per le autorità svizzere e credo che il nostro Paese debba avere rapporti saldi con l’Europa. Su queste due cose ho un atteggiamento profondamente diverso da quello del deputato al Nazionale, ma non sono ingenuo al punto di credere che entro i 10 anni che ci separano dall’apertura di un’eventuale seconda galleria sia a Berna che a Bruxelles le opinioni non cambieranno, andando chiaramente verso l’uso pieno del doppio tunnel. Sorprende semmai qui la grande fiducia leghista, ovviamente selettiva, sulla parola dei “balivi” bernesi e dei tanto vituperati organismi europei.

Sul fatto che l’Europa non insista ora per far saltare il sistema di regolamentazione degli autocarri detto del contagocce, beh la questione è semplice. Il tunnel unico è un impedimento fisico invalicabile e non permette di insistere in questa direzione. Qualora tale impedimento fisico saltasse, rimarrebbe solo quello politico. E in politica le cose possono cambiare velocemente.

Per questo oggi non è il momento per prendere questa decisione. Meglio attendere come andranno le cose con il nuovo tunnel di base ferroviario prima di decidere un eventuale raddoppio autostradale.