Quello che è successo in queste ore, l’arresto del giovane che pare pianificasse un atto criminale cruento, ha preoccupato tutti, comprensibilmente, me compreso. Sono però al contempo contento della reazione della scuola, che come dimostrato anche in questa circostanza funziona bene ed è attenta ai propri allievi.

Questo grazie alla vicinanza e al clima di fiducia che esiste tra allievi, docenti e direzione, alla comunicazione schietta e aperta che esiste tra loro, alla capacità di ascolto e di lettura della situazione degli studenti e di chi nella scuola lavora tutti i giorni con professionalità e dedizione. La naturale vicinanza e il sincero interesse verso chi ci sta vicino, considerato come persona e non come un semplice numero, hanno in questa circostanza permesso di cogliere in tempo e prendere sul serio dei segnali altrimenti invisibili, permettendo di reagire tempestivamente per evitare qualcosa che fino a ieri alle nostre latitudini era quasi inimmaginabile.

Questa vicinanza tra studenti e docenti e questa apertura comunicativa sono un tesoro inestimabile che dobbiamo tenerci stretto. Indubbiamente il mondo sta cambiando rapidamente, producendo situazioni finora sconosciute alle nostre latitudini. Alla scuola il compito di restare al passo mettendo in campo quanto necessario per poter continuare ad esser vicini ai ragazzi e accompagnarli lungo il loro cammino, per far fronte alle molte sfide di un mondo che va di fretta, colmo di grandi opportunità, ma che purtroppo nasconde anche insidie.

In un meraviglioso film, Robin Williams impersonava il professor Keating, un docente sensibile, attento, che ascoltava i suoi allievi e li motivava. La scuola deve continuare ad essere questo: un’istituzione fatta di persone attente, che si parlano, vivono e crescono insieme.

Oggi non voglio pensare a cosa sarebbe potuto succedere. Oggi voglio fare un plauso a tutte le studentesse, gli studenti, i docenti e alle direzioni del cantone per quello che fanno ogni giorno e per come lo fanno. Perché la scuola ticinese è questa, e sono certo che, passato questo momento di naturale apprensione, tutti saremo cresciuti un po’ e sapremo stare ancora più vicini, per aiutarci e sostenerci a vicenda.