Pensieri, appunti e proposte di politica e altro

Post taggati “finanze

Il senso dello Stato

­ 11 luglio 2013

“Il nostro Cantone ha un problema finanziario da molti anni.” Dopo l’epoca degli sgravi fiscali e dei contemporanei tagli alla spesa (1997-2003), con fatica e grazie alla congiuntura economica si era ritrovata una certa serenità in questo ambito nella seconda parte dello scorso decennio. Poi la crisi economico-finanziaria ha cominciato a produrre i suoi effetti negativi e siamo tornati di nuovo a dover fronteggiare deficit rilevanti. Lasciare andare i conti è sbagliato, come ben dimostra l’esempio della città di Lugano, che per anni ha dato lezioni volentieri a tutti per poi oggi trovarsi in gravi difficoltà. Da una parte perché c’era chi teorizzava il debito a oltranza, Giuliano Bignasca, dall’altra perché guai a toccare il moltiplicatore (una bella maggioranza, ovviamente senza la sinistra). Il…

Finanze del Cantone: su cosa non concordo

­ 12 aprile 2013

Una politica finanziaria oculata è senza dubbio la premessa per una gestione corretta dell’ente pubblico, che non può erogare più servizi e prestazioni di quanti non ne possa ragionevolmente finanziare, ma che non può nemmeno sacrificare sull’altare delle finanze sane le scelte importanti per la collettività. Se lo facesse anteporrebbe la contabilità alla politica, cosa che non vuole nessuno, anche se va detto e ribadito che le scelte politiche spesso non sono a costo zero e che se si fanno vanno adeguatamente e responsabilmente finanziate. Nel 2012 i conti del Cantone sono tornati in rosso per circa 100 milioni di franchi, quei 100 milioni ben rappresentati dall’aggravio per il finanziamento degli ospedali privati deciso a Berna nel 2008 e iniziato l’anno scorso. Un’ingente spesa…

La strada e la mappa

­ 29 marzo 2013

Dopo aver detto pubblicamente che non concordo con un piano di rientri finanziari draconiano e poco realistico per i prossimi due anni, mi è stato rinfacciato dal presidente del PLRT di aver fatto un gesto fuori posto. Perché? Perché io ed il mio partito abbiamo promesso di impegnarci nella “road map” e ci staremmo già disimpegnando. Ma cosa dice la “road map”? Quali sono i patti in essa contenuti? Se consideriamo solo quelli relativi a spese e introiti statali, la “road map” dovrebbe portarci ad analizzare tutti i compiti svolti dallo Stato, obbligatori e no, a confrontare la struttura della spesa e i servizi offerti in Ticino con quanto succede negli altri Cantoni svizzeri, a valutare la possibilità di demandare alcuni compiti ad altri…

Denaro pubblico e ospedali

­ 28 febbraio 2011

Dal 2012 entreranno in vigore due novità importanti per il settore ospedaliero. Innanzitutto il parametro usato oggi nelle pianificazioni ospedaliere cantonali per le cure acute, il numero massimo di letti d’ospedale autorizzati, e quindi le conseguenti giornate di cura massime annue, sarà modificato a favore del parametro del numero massimo di prestazioni sanitarie annue. Per capirci, l’ospedale X non avrà quindi più a disposizione 100 letti autorizzati a carico della cassa malati, ovvero 3650 giornate di cura massime all’anno, ma l’equivalente espresso in un numero di prestazioni massime (xxx appendiciti,  xxx operazioni ortopediche,  xxx interventi di medicina interna ecc.). La seconda novità prevede che anche le cliniche private saranno finanziate in parte dal Cantone (55%), come finora lo sono stati gli ospedali pubblici dell’EOC.…

Contro il gioco al massacro: sì all’iniziativa imposte eque

­ 26 ottobre 2010

Iniziamo a dire che gli unici che hanno dei vantaggi da tale concorrenza sono le persone molto abbienti, le uniche che hanno la concreta possibilità di cambiare Cantone, mentre l’immensa maggioranza dei cittadini di fatto non lo può fare. Per quasi tutti, infatti, la concorrenza fiscale tra i Cantoni è un’opportunità del tutto inesistente, che però si traduce in tagli di prestazioni e servizi se, in base ad un concetto servile dello Stato, i Cantoni si mettono in competizione gli uni con gli altri per strapparsi i contribuenti molto facoltosi, riducendo così le risorse pubbliche necessarie per le politiche fondamentali (scuola, sanità, socialità, mobilità, sicurezza ecc.). L’iniziativa popolare “per imposte eque”, su cui andremo a votare il 28 novembre, affronta di petto questo problema…

Il paese dei balocchi

­ 17 ottobre 2010

Pubblicato sul Corriere del Ticino, ottobre 2010 Una delle cose che purtroppo la politica nostrana sta importando da oltre confine è la cosiddetta “politica degli annunci”, tanto cara al Governo del Belpaese: proclami roboanti seguiti dal nulla più totale. Un bel esempio di questo modo di fare l’abbiamo avuto negli scorsi giorni, dopo l’incontro di mercoledì 6 ottobre tra Laura Sadis e gli esponenti dei partiti rappresentati in Parlamento. Il presidente della Lega Giuliano Bignasca se n’è uscito bel bello a dire che dal 2011, tra meno di tre mesi, ci sarà uno sgravio fiscale di 60 milioni, un aiuto supplementare per i sussidi ai premi di cassa malati di 25 milioni e l’amnistia fiscale. Ha anche spiegato, prima ai vari media e poi…

Idee e visioni per il futuro

­ 2 marzo 2010

Pubblicato sul Corriere del Ticino, marzo 2010 Sul Corriere del Ticino del 5 febbraio scorso Fabio Pontiggia lamentava la mancanza di visioni per il futuro del Cantone nello scenario economico e sociale odierno, dando per scontato che tale scenario sia oggi diverso da quello in cui Carlo Pellanda scrisse il suo libro bianco ed una maggioranza di centro-destra nostrana lo interpretò con una politica fiscale locale aggressiva. Certamente, come dice anche Pontiggia, gli sconquassi della finanza internazionale hanno effettivamente messo in luce le potenzialità distruttive di globalizzazione e liberismo, ma purtroppo non credo che ciò sia stato sufficiente per mettere in moto un processo mondiale inverso a quello in auge 20 anni or sono, al di là delle belle parole di circostanza di fine…

Competenti o complici?

­ 23 marzo 2009

Pubblicato sul Corriere del Ticino, marzo 2009 L’allentamento del segreto bancario, icona elvetica consegnata da 75 anni ad una banale norma penale, mette in luce un vecchio equivoco tutto rossocrociato che si può riassumere in una domanda: le banche svizzere hanno successo perché lavorano bene o perché la Svizzera è il luogo ideale per sottrarre denaro al fisco di Paesi esteri? Insomma, i nostri banchieri sono più competenti nella gestione del denaro altrui o più complici di un’attività eticamente non particolarmente benemerita? L’equivoco si produce poiché il mondo bancario da un lato punta molto sulla propria professionalità, sul “know how”, sostenendo quindi con forza la figura del banchiere competente, ma nel contempo difende con i denti il principale “strumento di lavoro” del banchiere complice,…