Pensieri, appunti e proposte di politica e altro

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e-education, ma non per essere alla moda

­ 18 maggio 2013

Qualche tempo fa ha suscitato interesse il video di una bambina che dapprima usa un computer tipo tablet, ingrandendo le immagini con il tipico gesto, e poi cerca di fare la stessa cosa con le immagini che appaiono in una rivista. Si tratta di un filmato sorprendente, di quelli che amiamo segnalare ai nostri amici con l’aria scandalizzata di chi si chiede dove siamo andati a finire. A ben guardare, tuttavia, e senza starsi a chiedere se si tratti o no di una delle tante montature in circolazione, la situazione raffigurata si presta a una riflessione sui compiti attuali della scuola. Che i ragazzi entrino in contatto prestissimo con le tecnologie della comunicazione è un dato di fatto documentato anche alle nostre latitudini. Come…

Parole chiare e atti conseguenti

­ 25 aprile 2013

In queste ultime due settimane la stampa leghista se l’è presa con me a causa del progetto APRIS, una sperimentazione transfrontaliera che coinvolge alcuni apprendisti ticinesi e lombardi in un’ottica transnazionale. Il progetto, approvato dal Consiglio di Stato, si inserisce in un contesto preciso di accordi e collaborazioni tra Svizzera e Italia, tra Ticino e Lombardia, che poggiano anche su atti bilaterali conclusi, per esempio sull’intesa siglata nel 2008 tra Ticino e Lombardia per lo sviluppo delle collaborazioni nei settori del commercio, del turismo, dell’energia, dei trasporti, della formazione, della cultura, della tutela del territorio, dei servizi di pubblica utilità, della salute e delle scienze mediche. Nel settore della formazione l’intesa prevede esplicitamente l’obiettivo di promuovere programmi di interscambio culturale e di percorsi formativi.…

Un passo avanti

­ 21 aprile 2013

Martedì scorso il Gran Consiglio ha approvato il nuovo modello di formazione dei docenti parallelo alla professione, che dovrebbe permettere di migliorare le condizioni di accesso alla professione per i giovani universitari intenzionati ad intraprendere la strada dell’insegnamento. La soluzione dovrà essere testata a partire da settembre e porrà comunque qualche problema nelle materie dove il numero di abilitati è elevato, perché dare dei posti di insegnamento a degli studenti abilitandi significa toglierli a degli insegnanti abilitati, pronti a pieno titolo per entrare nelle classi. Come hanno sottolineato tutti in Parlamento si tratta comunque di un passo avanti positivo, che personalmente sono contento di aver portato a buon fine. Era uno dei punti presentato due mesi dopo la mia elezione in Consiglio di Stato…

Sulle spalle dei giovani

­ 23 marzo 2007

Nel 2005 il PS lanciò un’iniziativa popolare per creare un fondo cantonale a favore degli apprendisti, finanziato da tutte le aziende, anche quelle che non formano nessuno, con il quale alleggerire i costi per la formazione delle imprese formatrici. Nel 2007 la Commissione scolastica del Gran Consiglio respinse l’iniziativa e partorì un controprogetto talmente mal concepito che persino il Consigliere di Stato Gendotti ne ebbe orrore. Chiese agli iniziati visti di poter ridiscutere la questione e nel 2008 si giunse ad un accordo PS/DECS che, se approvato, porterà al ritiro dell’iniziativa e all’entrata in vigore di una soluzione accettabile. L’accordo di compromesso, finito di nuovo davanti alla Commissione scolastica, non è piaciuto al PPD, che pur di voler mettere le proprie mani su questo…

Lo Stato cattivo da mungere

­ 13 marzo 2007

Rispondendo ad un mio precedente articolo, il collega Rinaldo Gobbi ha difeso il 12 marzo su questo giornale la Camera di commercio, suo datore di lavoro, per la sua opposizione all’iniziativa popolare “per un fondo per la formazione e il perfezionamento professionale”. Piuttosto che creare un fondo, finanziato in parte dallo Stato e in parte dalle aziende che non formano, meglio introdurre sgravi fiscali per le aziende che formano apprendisti. Questa è la tesi di Gobbi, e presumo delle associazioni padronali su questo tema. E così, in barba a tutti i proclami antistatalisti, la tesi che viene da destra è sostanzialmente quella di scaricare sullo Stato, quindi sui contribuenti, tutti i costi della formazione dei giovani, senza che le aziende che non formano nessuno,…

Parole tante, ma fatti?

­ 8 marzo 2007

La Commissione scolastica del Gran Consiglio ha respinto l’iniziativa popolare “per un fondo per la formazione e il perfezionamento professionale” opponendole un controprogetto vuoto. La discussione parlamentare si terrà nella seconda metà di marzo e, qualora la maggioranza del Gran Consiglio confermasse questa scelta, su questo tema si andrà a votare. Come spesso accade, dopo le tante parole di tutti i politici di tutti gli schieramenti a favore della formazione dei giovani, anche come antidoto alla precarizzazione e alla disoccupazione, quando si tratta di agire concretamente, di intervenire davvero, la musica cambia. L’iniziativa, di cui sono primo proponente, chiede a tutte le aziende di contribuire alla formazione dei giovani. Oggi solo un quinto di esse lo fanno, assumendo e preparando apprendisti, mentre la grande…