Pensieri, appunti e proposte di politica e altro

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Ospedali: va in scena lo scontro ideologico

­ 7 marzo 2011

In risposta all’editoriale del Corriere del Ticino del 4 marzo 2011, apparso sul giornale il 7 marzo 2011 In un editoriale pubblicato sul Corriere del Ticino di venerdì 4 marzo, il vicedirettore Fabio Pontiggia, dopo aver affermato che il confronto sui limiti quantitativi nella pianificazione ospedaliera avverrebbe ad opera dei politici sopra le teste dei cittadini disorientati e sconcertati, scende anch’egli in campo per contribuire a questo dibattito, ma con argomenti che aumentano la confusione invece di ridurla. Non credo affatto che discutere in pubblico di gestione oculata dei costi sanitari sia disdicevole, penso anzi che sia vero il contrario, cioè che sia disdicevole farlo nelle segrete stanze, come magari qualcuno si illude ancora di poter fare. L’importante è però che il confronto avvenga…

Denaro pubblico e ospedali

­ 28 febbraio 2011

Dal 2012 entreranno in vigore due novità importanti per il settore ospedaliero. Innanzitutto il parametro usato oggi nelle pianificazioni ospedaliere cantonali per le cure acute, il numero massimo di letti d’ospedale autorizzati, e quindi le conseguenti giornate di cura massime annue, sarà modificato a favore del parametro del numero massimo di prestazioni sanitarie annue. Per capirci, l’ospedale X non avrà quindi più a disposizione 100 letti autorizzati a carico della cassa malati, ovvero 3650 giornate di cura massime all’anno, ma l’equivalente espresso in un numero di prestazioni massime (xxx appendiciti,  xxx operazioni ortopediche,  xxx interventi di medicina interna ecc.). La seconda novità prevede che anche le cliniche private saranno finanziate in parte dal Cantone (55%), come finora lo sono stati gli ospedali pubblici dell’EOC.…

Il nodo ospedaliero

­ 16 febbraio 2011

La Commissione della gestione e la Commissione sanitaria del Gran Consiglio stanno affrontando il messaggio sul nuovo finanziamento degli ospedali, che dal 2012 coinvolgerà anche le cliniche private a seguito di una modifica della LAMal del 2008. In base a questa novità legislativa i Cantoni dal prossimo anno dovranno pagare almeno il 55% dei costi ospedalieri, non solo di quelli pubblici, come ora, ma anche di quelli privati. E siccome il Ticino è l’unico Cantone con una quota di ospedali privati elevata, circa il 40%, è proprio nel nostro Cantone che questa questione risulta particolarmente spinosa. La nuova spesa del Cantone a favore delle cliniche private, finora non sussidiate, ammonterà infatti a circa 85 milioni di franchi all’anno. Il Consiglio di Stato ha preparato…

Armi: le mille scuse di chi non vuole entrare in materia

­ 6 febbraio 2011

Ticinonews – OSPITI L’iniziativa sulle armi militari in arsenale ha dato avvio ad una campagna dei contrari che ha debordato in mille direzioni con l’obiettivo di non affrontare la richiesta alla radice. Si è parlato di iniziativa come primo passo verso l’abolizione dell’esercito, quando essa su questo punto non chiede nulla, si è detto che togliere le armi ai militi e lasciarle ai criminali ci avrebbe disarmato, come se i militi fossero in giro con lo schioppo militare a fare le ronde (speriamo non capiti mai), si è detto che l’arma militare in arsenale avrebbe penalizzato cacciatori e tiratori, che dall’iniziativa non sono toccati, si è detto che gli studi scientifici non provano che meno armi inutili in giro creano meno morti per suicidio,…

Costi sanitari: cassa unica necessaria

­ 10 ottobre 2010

Pubblicato sulla Regione, ottobre 2010 Puntuale come l’influenza di stagione, anche quest’anno è giunto l’annuncio dell’aumento dei premi di cassa malattia per il prossimo anno. La situazione diventa sempre più insostenibile, la politica nazionale non riesce a trovare accordi su riforme di un certo rilievo, lo scaricabarile tra Dipartimento federale degli interni, Cantoni, casse malati, fornitori di prestazioni continua ed i pazienti assicurati rimangono a guardare. Uno dei nodi della politica della salute svizzera è quello della mancanza di un attore forte che possa dirigere con sufficiente peso il sistema sanitario nazionale e controllarne i costi, ammesso che oggi si possa dire che la Svizzera disponga davvero di un sistema sanitario, sparpagliato in 26 Cantoni. Sui costi, il primo attore, la Confederazione e per…

Una soluzione civile si impone

­ 27 aprile 2007

In Ticino oltre 8´500 persone, il 3% dei residenti, una popolazione molto spesso colpita da attestati di carenza beni e da situazioni personali insostenibili, precarie o mal gestite, sono senza copertura sanitaria. Le prestazioni della loro cassa malattia sono sospese fino al pagamento integrale di premi e partecipazioni arretrati, interessi di mora e spese esecutive. È l’effetto del nuovo famigerato art. 64a LAMal, introdotto dalle Camere federali dal 1° gennaio 2006. Da quasi un anno e mezzo chi non paga in tempo la cassa malattia non è più coperto dall’assicurazione finché non ha saldato gli arretrati. Cosa succede a chi, per motivi diversi, si trova in questa situazione ed ha un’urgenza sanitaria? Verosimilmente sarà sempre dirottato sul pronto soccorso pubblico. L’ospedale presterà le sue…

Senza vergogna

­ 23 febbraio 2007

Pubblicato sulla Regione, febbraio 2007 L’attuale art. 117 della Costituzione federale, costituito da due capoversi, recita: “1. La Confederazione emana prescrizioni sull’assicurazione contro le malattie e gli infortuni. 2. Può dichiararne obbligatoria l’affiliazione, in generale o per singoli gruppi della popolazione”. Sulla base di questo mandato le Camere federali vararono nel 1994 la LAMal, che rese obbligatoria l’assicurazione malattia per tutti gli svizzeri (i ticinesi conoscevano già l’assicurazione obbligatoria per legge cantonale), che introdusse la pianificazione e che istituì il sistema dei premi uguali per tutti e dei sussidi ai premi per una bella fetta della popolazione. L’iniziativa popolare su cui voteremo il prossimo 11 marzo chiede di aggiungere a questo articolo un terzo capoverso del tenore seguente: “La Confederazione istituisce una cassa unica…

Cassa malati pubblica: perché federale e non cantonale?

­ 3 febbraio 2007

Pubblicato sulla Regione, febbraio 2007 Il Gran Consiglio si è pronunciato sull’iniziativa popolare della Lega dei ticinesi sulla cassa malati pubblica cantonale, mentre il popolo sarà chiamato l’11 marzo a votare sul progetto di cassa malati unica federale con premi proporzionali al reddito. Perché il primo progetto, caduto già solo per ragioni giuridiche, non risolve nulla mentre il secondo è da sostenere? L’istituzione di una cassa malati cantonale non avrebbe permesso di fare passi avanti nella soluzione del problema dei costi sanitari, perché qualora essa fosse stata istituita sarebbe divenuta una tra le tante casse ammesse dall’attuale sistema LAMal. In concorrenza con le altre 87 casse, avrebbe dovuto, per ragioni economiche, funzionare più o meno allo stesso modo, senza poter scegliere i suoi clienti,…